27.08.2007 Approfondimenti/Direttive CE - Nuovo Approccio/Struttura Direttive Nuovo Approccio/Struttura delle direttive tipo di Nuovo Approccio

Campo di applicazione:
dove vengono descritti i prodotti coperti dalla direttiva ed i rischi da evitare. Rispetto al passato, dove le direttive erano spesso limitate a singoli prodotti, le gamme di prodotti coperti dalle direttive “nuovo approccio” sono generalmente piuttosto ampie (basti pensare alla direttiva sulla sicurezza delle macchine).

Clausola generale di immissione sul mercato:
possono essere immessi sul mercato comunitario (per immissione sul mercato si intende la prima messa a disposizione di un prodotto - a titolo oneroso o gratuito - per la sua distribuzione o impiego sul territorio della Comunità) solo i prodotti che - installati ed utilizzati conformemente alla loro destinazione - non pregiudichino la sicurezza delle persone, degli animali domestici o dei beni. Responsabile dell’immissione sul mercato di prodoti sicuri è il fabbricante o un suo mandatario o l’importatore stabilito nella Comunità.

Clausola di libera circolazione:
gli Stati membri devono garantire la libera circolazione dei prodotti su cui sia stato apposta la marcatura CE (come vedremo in seguito, tale marcatura “attesta” la conformità del prodotto ai requisiti di sicurezza ). Questa clausola è di estrema importanza e costituisce la “ricompensa” per i sacrifici (in termini di tempo e costi) che il produttore affronta per certificare il prodotto. Ad esempio, un fabbricante di macchine può - una volta compiuta in Italia la procedura di certificazione prevista dalle norme comunitarie - vendere liberamente (senza dover quindi adeguarsi a 15 sistemi di certificazione nazionali diversi!) in tutti i paesi dell’Unione europea, per cui quello che può sembrare un costo spesso si rivela un vantaggio per l’impresa.

Norme armonizzate:
beneficiano di una presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva i prodotti conformi alle norme tecniche elaborate dagli organismi di normalizzazione europei (CEN e CENELEC) su mandato della Commissione europea (c.d. “norme armonizzate”). Gli elenchi delle norme armonizzate sono pubblicati periodicamente sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee, serie C. In assenza di norma armonizzate (in effetti al momento attuale il loro numero è alquanto limitato) si può fare riferimento alle norme tecniche nazionali (norme UNI o CEI). Nel caso in cui la norma tecnica non venga applicata - o perché non esiste o perché il costruttore decide di adottare una scelta tecnica differente - sarà il produttore a dovere dimostrare di avere soddisfatto i requisiti essenziali di sicurezza della direttiva.

Elenco dei requisiti essenziali di sicurezza:
devono essere sufficientemente precisi da poter costituire obblighi sanzionabili da parte degli stati membri. Procedure di certificazione: ciascuna direttiva stabilisce le procedure a cui vanno sottoposti i prodotti per dimostrare la conformità ai requisiti essenziali e per l’apposizione della marcatura CE. I diversi moduli per la valutazione della conformità dei prodotti alle direttive di armonizzazione tecnica sono descritti nella Decisione del Consiglio 93/465/CEE del 22.07.93. In pratica le procedure sono sempre più complesse col crescere della pericolosità del prodotto: si può passare da quella che viene impropriamente chiamata “autocertificazione”, cioé la dichiarazione di conformità redatta e firmata dallo stesso fabbricante, alla certificazione del sistema di qualità aziendale da parte di un organismo notificato. La dichiarazione di conformità è l’atto mediante il quale il fornitore dichiara - sotto la propria responsabilità - che un prodotto è conforme ai requisiti essenziali di sicurezza che lo concernono. A seconda dei casi, la dichiarazione di conformità può essere rilasciata direttamente oppure essere preceduta da prove o esami effettuati da laboratori. Gli organismi notificati sono parti terze, indipendenti da tutte le parti interessate, che abbiano le competenze necessarie per poter eseguire le prove, ispezioni o altri tipi di verifica di conformità previsti dalle diverse direttive. Spetta agli Stati membri riconoscere gli organismi che soddisfano i requisiti - previsti dalle diverse direttive e dagli stessi Stati membri - per poter effettuare le certificazioni e notificarne alla Commissione europea gli estremi.

Fascicolo tecnico:
richiesto da quasi tutte le direttive di armonizzazione, è costituito dalla documentazione tecnica utile a dimostrare la conformità del prodotti ai requisiti della direttiva. Il suo ruolo varia a seconda della procedura di certificazione richiesta dalla direttiva. Laddove infatti è sufficiente la dichiarazione di conformità da parte del fabbricante, senza la necessità di un intervento da parte di un organismo di certificazione notificato, il fascicolo tecnico costituisce l’elemento chiave per la valutazione della conformità del prodotto da parte degli Stati membri. In altri casi invece il fascicolo costituisce uno degli elemeni su cui si basa l’organismo di certificazione per valutare la conformità del prodotto alla direttiva. La marcatura CE è una sorta di “logo” che attesta la conformità del prodotto ai requisiti minimi di sicurezza della direttiva. Ricordiamo che se un prodotto è oggetto di una direttiva comunitaria “nuovo approccio” l’impiego della marcatura CE è obbligatorio e conferisce al prodotto il diritto alla libera circolazione in tutto il territorio comunitario. Se invece il prodotto non rientra tra quelli oggetto di una direttiva, la marcatura CE non potrà essere apposta. Si tenga altresì presente che nel caso un prodotto rientri nel campo di applicazione di più direttive (p.es. le direttive “bassa tensione” e “compatibilità elettromagnetica”), il marchio CE indicherà la conformità del prodotto a tutte le direttive coinvolte. Le caratteristiche grafiche del simbolo CE sono riportate in allegato alle direttive.

Periodo transitorio:
la maggior parte delle direttive “nuovo approccio” prevedono un periodo transitorio durante il quale il fabbricante può scegliere se immettere sul mercato prodotti conformi alla direttiva o alla legislazione nazionale preesistente. Al termine del periodo transitorio si applicherà invece la normativa comunitaria (o più precisamente - trattandosi di direttive - le norme nazionali che recepiscono il contentuo della direttiva), con esclusione di ogni regolamentazione nazionale preesistente relativa agli stessi prodotti e concernente gli stessi requisiti essenziali della direttiva.


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